martedì 27 settembre 2016

Season Premiere - New Girl, sesta stagione

Ricordi sbiaditi dalla sesta stagione: l'assenza di Jess per buona parte della stagione ha reso la quinta una stagione decisamente noisa. Però... hey! Solo io non avevo capito che Jess fosse la sorella di Bones? Nel senso: l'attrice che interpreta Jess (Zooey Deschanel) è la sorella minore di Emily Deschanel, in arte Bones. Non credo che abbia fatto altro. Non so come non ci sono potuta arrivare prima... non è che di Deschanel ce ne siano tante al mondo.
In ogni caso, da buona minor Zooey avrebbe potuto imparare la lezione della sorella: obbligare gli autori ad inserire la gravidanza della vita vera nella trama. Che Temperance rimanesse incinta di Booth all'epoca era decisamente più improbabile di una gravidanza di Jess. Eppure... no. L'hanno fatta sparire per mesi con la scusa di un richiamo dall'alto ed al suo posto è entrata Megan Fox. Inutile Megan Fox, per un attimo ho temuto seriamente che non ce ne saremmo mai liberati... ma non è stato così, per fortuna. Poi il ritorno sul gran finale... what!?
Al rientro della sesta stagione per fortuna ritroviamo Megan Fox ad New Orleans. Il che non è un male. Il problema è che da casa è sparito anche Nick... mentre Jess è intenta a cimentarsi in tutti gli hobbies possibili ed immaginabili. Giunti alla falegnameria gli amici iniziano a pensare che sia giunto il momento di fare qualcosa, anche se in effetti anche loro sono troppo presi dalle loro cose per rendersi conto esattamente di quello che stava accadendo. 
Per esempio che, nel frattempo, Nick è tornato da New Orleans dopo mesi di fuga d'amore  ed ancora non sospetta niente della fresca epifania di Jess circa l'amore ritrovato (o forse mai andato via) nei suoi confronti. 
Poi ci sono anche Schmidt e Cece, appena sfornati dalle nozze del secolo che però... meh! Aspetto seriamente che abbiano qualcosa in più da dire.
Per ora resto concentrata di Jess... anche perchè, per quanto io possa essere favorevole e desiderosa di un gran ritorno di fiamma con Nick, ancora di più tremo per il pericolo minestra riscaldata.

domenica 25 settembre 2016

Suits - ultimo episodio, sesta stagione

Se ti sei dimenticato come siamo arrivati fin qua
leggi prima questo.
Qualcuno deve aver seriamente pensato che a questo punto della storia le cose non potessero che andar bene. In realtà no. In realtà l'uscita di galera di Mike Ross è stato solo l'inizio della fine, il punto dal quale le cose hanno incominciato a precipitare vorticosamente. 
Punto primo) Harvey offre un lavoro a Mike. Come se fin'ora avessimo solo scherzato con tutta questa faccenda della prigione, del fallimento e della catastrofe imminente. la cosa buffa è che Mike ci sta anche seriamente pensando.
Punto secondo) Il cliente principale dello studio, uno dei pochi che sono rimasti, per dire, minaccia di andarsene dopo aver scoperto che Harvey ha incastrato un suo cliente pur di salvare le chiappe al suo amichetto.
Punto terzo) Anche il secondo ed il terzo cliente dello studio minacciano di andarsene se il primo se ne va. Per solidarietà.
Punto quarto) Harvey si arrabbia con Jessica accusandola di non impegnarsi a salvare lo studio quando chiaramente sino a questo momento ha fatto tutto Lei, mentre Lui giocava a braccio di ferro con i potenti. Facendosi male, tra l'altro. 
Punto quinto) La realtà è che Jessica ha dell'altro da fare ed ha chiesto ai suoi soci di occuparsi, per una volta, di una cosa. Si aggiunga che quel altro da fare si chiama "andare in tribunale". Perchè sì, in questo modo ci si stupisce anche se gli avvocati vanno, una volta ogni tanto, in Tribunale a discutere una causa. 
In questo preciso punto ci starebbe bene una digressione su quello che Jessica sta combinando (insieme a Rachel) dall'inizio della stagione, anche se l'ho tralasciato per eccesso di noiosità sino a questo momento. Ma non serve. Perchè Jessica si è rotta le scatole di tutti i suoi vestitini alla moda e della valanga di soldi guadagnati negli anni e decide di abbandonare lo studio. Oltre che New York. 
Punto sesto) Louis Litt, dopo esseresi occupato per tutta la stagione di succo di frutta alla prugna e tazze con il suo nome inciso sopra, va dalla donna amata, incredibilmente incinta, ma non di lui, e le chiede di sposarlo. Giusto per chiudere il cerchio di cose che non ha fatto quest'anno.

venerdì 23 settembre 2016

The beauty and the beast - quarta stagione - Part I

In apertura della quarta stagione ritroviamo i nostri due luminari della scienza in viaggio di nozze a Parigi. Mentre lei insiste oer voler restare in albergo (facciamo a capirci) lui vuole andare a vedere la tour eiffel. Ad un minuto e 37 secondi dall'inizio della nuova stagione lei già confessa di aver paura che lui si trasformi in una bestia nuovamente. Poi escono dalla stanza e tipo tre secondi dopo Vincent si trasforma per salvare due sciagurati da una vettura in fiamme nel mezzo della campagna francese che lo sbugiarderanno tempo zero. la prossima volta in mezzo alle fiamme ci possono restare. 
In ogni caso, il punto nodale della stagione è il seguente: un famoso vlogger (e già marciamo verso la fantascienza perchè i blogger famosi sono categoria estinta negli anni 90) annuncia di voler rivelare qualcosa in merito alla faccenda "bestie". JT lo scopre e tenta di andarlo a fermare... ma qualcuno ci ha già pensato. Freddato, in tutti i sensi, da qualcuno che intende, a quanto pare, far fuori tutti quelli che in passato hanno avuto a che fare con l'insabbiamento di notizie sulle bestie. 
Catherine e Vincent vengono quindi richiamati alla base. Cath scopre di essere il prossimo bersaglio dell'assassino e come una cretina decide di voler fare da esca. E finisce che ad essere pescata è proprio lei.
Ovviamente Vincent è costretto ad andare a salvarla. Il Killer finirà impalato ma renderà chiaro al mondo che ci sono dei cacciatori di taglie in giro per il mondo pronti a cacciare Vincent, ovvero l'ultima bestia rimasta per la modica somma di 5 milioni di dollari. Sì, ma chi paga?
Dopo aver trascorso due anni a parigi a non fare niente, Vincent decide di voler tornare al lavoro. Quindi torna in ospedale, indossa la divisa, ed è come se non fosse mai andato via. Idem per Catherine in polizia. ma davvero funziona così il lavoro in america?
Si aggiunga: a Catherine, incapace per natura a non mettersi nei guai, viene riconosciuto questo talento direttamente dalla sicurezza nazionale. Nominata agente speciale le viene affidato uno specifico ufficio, del quale sembra farne parte solo per, per risolvere velocemente la questione bestiale. Al primo incarico già riesce a compromettere la sua amicizia con Tess, alla quale la nuova acconciatura dobbiamo ancora fare l'abitudine... o forse è semplicemente molto brutta e basta.
Un bel giorno Cath, sempre troppo impegnata anche per pagare le bollette della luce, anche se non è ben chiaro che cosa faccia tutto il giorno, realizza di avere un ritardo e fa la straa. Perchè se sei sposata con una bestia pare saggio e normale non usare e\o abusare di anticoncezzionali. Guarda bambini ai lati della strada e ci sfrega le balle a ripetizione con tutte le sue paure. Perchè le protagoniste dei telefilm reagiscono sempre come se avessero 16 anni? In ogni caso, dopo aver titubato per un intero episodio prima di fare il test (a quanto pare è troppo impegnata anche per fare pipì) alla fine si è scoperto che non è incinta, risparmiandoci così 9 mesi di terrore e paranoie. 
Il colpo di scena più colpo di scena di tutti arriva quando Hill, il super capo dei servizi interni che ha promosso Cath ed ha finto di proteggere\nascondere il segreto bestiale di Vincent, inizia a remargli contro, lo incastra nel trappolone dell'anno e tenta di ammazzrlo, solo che il giochino gli esplode tra le mani: Vincent lo fa fuori a morsi... e rieccoci piombati nelle tenebre della grande fuga.

mercoledì 21 settembre 2016

Californication - terza stagione

Con Karen così lontana da casa Hank potrebbe rischiare seriamente di perdere la bussola... per fortuna ha una figlia alla quale pensare. Gioie e dolori della paternità. Per colpa della quale non è andato a New York con Karen, per medito della quale riesce a non cadere nello sconforto quando gli editori sembrano non volerlo prendere in considerazione. 
Circostanza divertente è il fatto che in motivo per cui tutta la famiglia non si è riunita a New York è per far stare Becca insieme al fidanzatino. Ragione quantomai labile e senza senso, che lascia tutti ancora più interdetti quando il detto fidanzatino sparisce dalle scene al primo episodio. Ok: questo sì che è un vuoto narrativo. 
Fatto fuori il fidanzatino, quindi, Becca trova spazio per una nuova migliore amica, soggetto irrilevante se non per il fatto che insegni alla ragazza ad avere problemi adolescenziali con il padre e sia figla del Retore (Oh! Signor Cohen!!, ndr) e di una delle insegnanti della locale Università. E' così che anche Hank si ritroverà ad insegnare. Ed a portarsi a letto una delle sue studentesse \ spogliarellista di secondo lavoro. Ed anche l'assistente alla cattedra. Ed anche la moglie del rettore.
Poi Karen torna a Los Angeles e anche in questa stagione si torna a progettare di trasferire l'intero nucleo familiare a New York. Abbiamo esaurito le idee?
Sul gran finale della stagione riecco spuntare dal nulla la bomba inesplosa Mia. Ed il suo nuovo agente, che è anche il suo nuovo fidanzato, ma che non sembra amarla un granchè... nè pare interessato a rappresnetarla un granchè. E la bomba inesplosa esplode. BOOM!
Giunta al finale della terza stagione una domanda mi passa per la mente: ma la bellezza e la suggestione delle scelte musicali in Californication è mai stata fatta notare? E' mai saltata all'occhio degli opinionisti fighetti di quart'ordine o stanno semplicemente tutti dietro a contare quanti culi appaiono in primo piano? Perchè volendo dare un giudizio un po' meno superficiale a tutta l'opera, io credo che non si possa assolutamente trascurare quanto d'impatto sia stato il finale di questa stagione, anche grazie alla scelta musicale dominante. Da pelle d'oca. Io quasi mi commuovevo davvero.

lunedì 19 settembre 2016

Suits - Sesta stagione

La stagione si è aperta con l'unico gesto auspicato per l'intera quinta stagione: che qualcuno tagliasse quei capelli a Mike Ross. Oh yes! Siamo partiti decisamente con il piede giusto!
Già dopo mezza giornata trascorsa dietro alle sbarre Mike Ross è riuscito a incasinare la vita di tutti quelli che lo circondano, come al solito. Come se non fosse cambiato nulla. Decide che fidarsi di uno sconosciuto, per di più in galera, sia la cosa migliore: gli racconta tutta la verità, si rende ricattabile.... per scoprire poco dopo che il tipo, tale Frank Gallo, ha un conto in sospeso con Harvey e intende utilizzare ognuna di quelle informazioni date così gentilmente. La mattina successiva, sempre perchè di imparare la lezione non ne vogliamo sapere, pensa bene di far scoppiare una rissa in mensa. Wow! Da manuale del galeotto perfetto.
Mike è quindi costretto ad adattarsu alla vita del galeotto, tendando di non farsi accoltellare durante l'ora d'aria mentre Harvey scopre che Frank Gallo può giocare al bulletto di quartiere essendo informatre del governo ed avendo amici piazzata ai piani alti. In sostanza: sulla base di questi presupposti Mike avrebbe potuto tranquillamente incominciare a contare i giorni che lo porteranno ad uscire dal carcere in una busta per cadaveri.
Venne invece il giorno in cui qualcuno gli offrì un foglio di via: far confessare il suo compagno di cella, Kevin, nonchè unico amico e\o compagno di sventura in questa folle trasformazione del punching ball del braccio C. Inevitabilmente in un primo momento decide di rifiutare l'offerta e, mentre il mondo esterno si fa in quattro per capire come diavolo fargli accettare l'accordo, Mike gioca al gioco che gli viene meglio anche dalla galera: far finta di fare l'avvocato. Trova informazioni sensibili su Frank Gallo e, promettendogli di poter fare i suoi interessi e si infila in un altro casino più grande di lui. 
Per fortuna, negli stessi attimi, Harvey trova il modo di combricolare con i piani alti di sua competenza, e riesce a far mettere a Mike il naso fuori di galera. Solo per qualche ora, solo per fargli incontrare Rachel, solo per far sì che anche il piccolo genietto si pieghi alle solite, classiche e banali leggi della natura e riesca a convincersi ad accettare l'accordo. Anche se far parlare Kevin sarà meno facile del previsto... faccenda che comporterà l'intervento dell'intero ufficio complicazioni semplici, non ancora uscito dalla bancarotta nel quale era entrato proprio per colpa della vicenda Mike, che riesce a farsi assumere da tal Sutter, industriale ricco e potente, quindi sicuramente corrotto e truffatore, casualmente suocero di Kevin, con il quale parte il solito gioco dei ruoli e grazie al quale Harvey riesce ad avvicinarsi anche a quella confessione umana che dorme nel letto accanto a Mike
Venne quindi il giorno in cui Mike scoprì che Kevin ufficialmente è finito in galera per aver quasi ammazzato una persona da ubriaco al volante... quindi da di matto, neanche avesse ammazzato lui i suoi genitori... e manda all'aria tutto. L'accordo con il procuratore saltò definitivamente ed Harvey si è trovato, per l'ennesima volta, a ricominciare tutto da capo. 
A risolvere l'intera situazione, ancora una volta, è Donna, of course. Perchè senza Donna sarebbe già crollato l'intero palazzo. Mike può anche aver avuto l'idea, Harvey avrà anche potuto mettere il piano in atto... e Loius ha continuato a non fare un accidente come tutto il resto della stagione, ma l'azione decisiva è sempre quella di Donna
Harvey fa firmare un accordo al proprio cliente tale da farlo finire in galera per anni (incastrandolo e facendo uscire Mike)... faccenda che deontologicamente parlando è una merda ma nessuno sembra preoccuparsene. In ogni caso, sempre meglio di Mike capace di trovare un'altra volta un'occasione per fare l'avvocato e far firmare accordi che più che altro salvano la pellaccia a se stesso. La domanda parrebbe essere solo una: ma con tutto quello che è successo non gli hanno tolto l'abilitazione? 
Non distraiamoci: Mike Ross sta per uscire di galera! Ammesso e non concesso che non faccia casino prima e per "fare casino" intendo cose tipo minacciare di denunciare il procuratore che ti ha fatto ottenere l'accordo per la libertà giusto in tempo perchè Harvey faccia casino con la faccenda Frank Gallo e questo entri nella cella di Mike con un coltello nel cuore della notte. Mike decisamente sa come farsi degli amici. 
Per fortuna sa anche come piazzare una telecamera nascosta al momento giusto e nel posto giusto, incastrare Frank Gallo ed uscire di galera con il suo bel completo stirato.
No, veramente, com'è possibile?
Altre note random sulla sesta stagione:
- Rachel fa la bulla all'università.
- Neanche il rischio di bancarotta sgualcisce i vestitini di Jessica Pearsons.

martedì 13 settembre 2016

Il viaggio di Elisabet - Jostein Gaarder

Mi dispiace tanto per Elisabet, sì, senza h finale, ma per me il viaggio finisce qua. E per qua intendo a pagina 82. Con la morte nel cuore. Ora vi spiego perchè.
1. Chi mi conosce un po', nella vita, sa benissimo che uno dei miei imperativi categorici è quello di finire sempre le letture che inizio. Perchè voglio arrivare in fondo per avere piena titolarità di dire che è una merda. Perchè i soldi li ho spesi per l'intero libro e nessuno me li restituisce. Perchè per i romanzi, ho, in ogni caso rispetto. Non mi pare dignitoso lasciare l'opera incompiuta. Piuttosto li finisco e li lancio dalla finestra. Cosa accaduta davvero, tra l'altro. Ricordo anche il titolo: Lo scudo di Talos, di Valerio Massimo Manfredi. E' capitato ben poche volte che non arrivassi in fondo ad un libro... e di quei pochi casi me ne vergogno, sia chiaro. Forse un giorno farò anche l'elenco.
2. Perchè Jostein Gaarder è l'autore del mio romanzo preferito... e riponevo davvero tanta aspettativa in qualcos'altro di suo. Speravo che potesse essere altrettanto bello. O almeno bello abbastanza. Ho il cuore in frantumi, non rivolgetemi la parola che potrei reagire male.
La verità, però, in fondo, è che alla soglia dei 30 anni non posso più perdere tempo a fare cose che non mi piacciono, a perder tempo in letture che non mi aggradano, anche se arrivare in fondo alla lettura mi garantirebbe di avere la strada spianata per fare di lui ciò che più voglio. Insomma. Devo porre dei filtri. Devo salvare solo ciò per cui valga la pena. Almeno devo provare a farlo. 
Il viaggio di Elisabet parte su un presupposto simile a quello dell'enigma del solitario. C'è un bambino che, insieme al padre, alla vigilia di dicembre si reca ad acquistare un calendario dell'avvento. Inciriosito ed alla ricerca di qualcosa di particolare e meno commerciale del solito, in una libreria, incappa in un vecchio calendario di cui anche il proprietario non ricordava l'esistenza. Glielo regala e, da quel momento, inizia l'avventura per il piccolo Joakim.
Il vero problema è che, ciò che a noi viene rappresentato e definito come una grande avventura, nella realtà, è la cosa più noiosa di sempre. 
Ogni capitolo del libro è dedicato ad un diverso giorno del mese di dicembre. Ogni mattina Joakim apre la finestrella del proprio calendario e, all'interno della stessa, oltre all'immagine di turno, trova anche un piccolo bigliettino, tutto accartocciato e scritto con caratteri minuti, che, giorno dopo giorno, gli racconteranno di Elisabet e del suo viaggio, da un centro commerciale norvegese sino a Betlemme, a ritroso nel tempo e nello spazio, sino alla notte della natività. 
Oltre al tasso di cattolicità dell'intera vicenda, che supera di gran lunga il livello del mio tollerato, uno dei principali problemi della prosa è che, a tratti, sembra quasi voler riprendere lo stile narrativo degli autori di Carabinieri. Probabilmente niente affatto confidente del fatto che la trama sia tanto fitta ed interessanta da tenere il pubblico sveglio, di tanto in tanto ripropone un bel riassunto. Un bel riassunto della storia più lenta e ripetitiva del mondo che non avrebbe affatto avuto bisogno di un riassunto, perchè basta andare avanti con la storia che già di per sè si vedrebbero accadere le stesse identiche cose. Torno a ribadire: io mi sono fermata a pagina 82. E già così ho avuto modo di incontrare più di un riassunto.
Probabilmente questo libro è solo entrato nella mia vita nel momento sbagliato.

sabato 10 settembre 2016

Californication - seconda stagione

Dopo la fuga dall'altare di Karen i nostri eroi paiono pronti a dare il via alla loro vita insieme. Con gli alti e bassi di sempre Hank sembra veramente voler mantenere la promessa: ha messo la testa a posto. No eccessi, no alcol, no sigarette... e no altre donne.
Da un lato sarebbe bello pensare che può veramente andare avanti così per sempre... ma un Hank Moody ridotto in questo stato non ho bel idea di quanti episodi sarebbe in grado di reggere. E non lo sapremo mai. 
Infatti, se chi ben comincia è a metà dell'opera, Hank è partito decisamente male: arrestato e rinchiuso in gattabuia per aver litigato con un poliziotto dallo spirito bellicoso nel bel mezzo di una discussione con Karen... che decide, per questo motivo, di lasciarlo per un po' dentro a riflettere. In quest'occasione viene salvato da quella che potrebbe essere una buona occasione di lavoro. Un'occasione chiamata Lew Ashby, che lo terrà a Los Angeles ancora per un po'. Nello stesso momento anche Karen sembra aver trovato una vuona ragione per non tornare a New York... perchè solo gli stupidi non cambiano mai idea.
La serenità mentale di Karen comunque dura poco, ma in fondo è colpa sua. Perchè Hank in bolla probabilmente non lo è mai stato, ma lei lo sapeva bene. Lo ha sempre saputo. Sapeva bene a cosa stava andando incontro quando ha messo su casa con lui, soprattutto la seconda volta. Hank non si da per vinto e la metamorfosi iniziata ad inizio stagione pare essere del tutto compiuta quando si inginocchia davanti a Karen con un anello di diamanti e la domanda fatale. Insieme all'anello la dichiarazione d'amore più bella di sempre.
"Io ti amo! E voglio passare il resto della mia vita a farti incazzare come una biscia"
Più si vola in alto più ci si fa del male quando si precipita al suolo un'altra volta: è così che vanno le cose anche per Hank Moody quando Karen gli dirà di non volerlo sposare, restituendogli l'anello.
Sbattuto fuori di casa troverà ospitalità a casa di Lew dove piuttosto in fretta riuscirà ad adattarsi alla vita tutta droga, sesso e rock&roll di un tempo. 
Il problema numero uno sorge nel momento in cui per scrivere la biografia necessita di andare a scavare nella vita del grande amore nascosco nel passato di Lew. Di tutto questo Lew pare piuttosto geloso... e gli intima di non provarci neanche con la donna. E così è. Perchè in fondo in fondo Hank è un mascalzone, mica un poco di buono. 
Di tutta risposta, e in ogni caso, Lou ci proverà di brutto con Karen! No buono amico, no buono! Ed è così che il karma lo punì.
In men che non si dica la ritroviamo cadavere sul pavimento di camera sua. Circostanza che darà ad Hank input finale per concludere il suo libro e provare, finalmente, a far ripartire la sua carriera. E la sua vita.
Comunque da qualche parte nella trama sono certa che ci sia ancora la bomba Mia da dover disinnescare.

giovedì 8 settembre 2016

BookTAG - la torre dei libri

Per questo TAG avevo in mente una serie di fotografie ad altissimo impatto qualitativo. Poi il mio tecnico delle luci ha preso un abbaglio, ha deciso di dover assolutamente partecipare con un piccolo cameo... e io non me la sono assolutamente sentita di negargli questa possibilità. Senza la collaborazione del tecnico è stato impossibile riuscire a scattare altre foto, quindi, ecco la mia torre dei libri!
Per comporre questa torre ho risposto alle 15 domande del TAG (raccolto a caso in giro per la rete, non me ne voglia l'autore e\o autrice, al \ alla quale, in ogni caso, sarò ben lieta di rendere omaggio se mai avrò modo di conoscere la sua identità).
1. Il primo libro di una serie. "Il caso dei libri scomparsi" di Ian Sansom. Diversi anni fa ho letto tutta la serie. Prima o poi a Tundrum a mangiarmi uno scone ci voglio andare. Si tratta di un giallo, ma neanche troppo. Non è certo un Agatha Cristie, ma  ha il suo mistero (dei libri scomparsi, mica per altro) da risolvere. Punto forte, in ogni caso, credo siano personaggi e ambientazione. Altrimenti col cavolo che Ian Sansom sarebbe riuscito a tirare avanti con altri 3 libri della serie.
2. Il secondo libro di una serie diversa. "Le scarpe rosse" di Joanne Harris, seconda sfortunata puntata del ben più felice Chocolat. Ne esisterebbe anche una terza puntata, ma io faccio finta di niente da un po'. Perchè le cose che non vedi non esistono. E se non esistono non ti crollano miseramente sui piedi colpendo l'alluce con millimetrica precisione. Le scarpe rosse vorrebbe far finta di essere un sequel ma non può esserlo. E' un'altra storia, è un altro mondo, un altro paese e un'altra epoca storica. Però c'è una che fa cioccolatini, elemento inserito ad cazzum all'interno della storia per giustificare il fatto che la protagonista si chiama allo stesso modo dell'altra e per fare in modo di non dover raccontare il suo passato, visto che in teoria dovremmo già conoscerlo. Più ci penso più ritengo che sia un tentativo pietoso per far spendere soldi alla gente. E io ci sono cascata in pieno.
3. Un libro con la copertina blu. "Nel giardino dei fiori di marmo" di Deborah Smith. Non che la copertina sia interamente blu... però lo è in buona parte. Ed è questo quello che conta. Credo. Ah, il libro è bello, ve lo consiglio.
4. Libro con un titolo di 6 lettere. "Emmaus" di Alessandro Baricco. Precisamente sei lettere... per un libro di cui casualmente ho già parlato una volta, un po' come, altrettanto casualmente, ho già parlato dei libri che hanno preceduto questo. Una mossa decisamente paracula che mi permette di non dilungarmi troppo per ogni singola risposta infilando dei semplicissimi link qua e là. Prima o poi tutto questo dovrà finire.
5. Un libro che non hai mai letto. "Bianca come il latte, rossa come il sangue" di Alessandro D'avenia. Ho un rapporto complicatissimo con questo libro, anche se non so \ non mi ricordo da cosa è scaturito tutto ciò. Io ricordo di aver inserito il titolo nella mia wishlist moltissimi anni fa e sono certa che se c'è entrato una ragione ci deve essere stata. Devo averne sentito parlare bene o me lo deve aver consigliato qualche persona \ personalità di cui mi fido. Eppure non mi ricordo il perché. Il fatto di non ricordarmi l'esatto perché ha fatto in modo che il libro rimanesse per anni in wishlist senza concretizzarsi mai tra le mie mani, sulla mia libreria. Il fatto ha voluto che questo libro entrasse in casa mia usato \ strausato ed abusato la scorsa primavera... ho deciso di accoglierlo con piacere, lasciandogli un posto sullo scaffale delle prossime letture. Eppure molte altri libri, anche entrati dopo, gli sono passati avanti. Questo libro resterà lì ancora per molto temo. Ha anche una copertina così... Newton&Compton a 9,99. Anche se non è Newton&Compton e non è costato 9,99.
6. Un libro con il cielo sulla copertina. "L'enigma del solitario" di Jostein Gaarder, di cui casualmente ho già parlato. Qui occorre approfondimento a lato. Il mio libro preferito da sempre e per sempre. Il fatto che abbia un cielo in copertina è un modo come un altro che ho trovato per poter inserire questo titolo anche in questa lista.
7. Un autore con la mia stessa iniziale. Ho appena realizzato con orrore che non conosco alcun autore che si chiami Tiziana \ Tiziano \ Teresio \ Teresanna \ Terenzio \ Tacito. Cioè. Tacito per conoscerlo lo conosco, ma non ho niente di suo in libreria. E non ho mai letto niente di più di qualche versione latina tradotta al liceo. Considerando che non ero una cima a tradurre dal latino (ma solo perché la professoressa non condivideva con me la stessa grande fantasia né tollerava quello spirito di improvvisazione che mi portava ad inventare pezzi di storia quando non capivo bene il senso di quella raccontata) torno a ribadire che non ho mai letto molto di Tacito. Sono quindi passata al cognome, vuoto. Panico totale. Però ho scovato, dallo scaffale universitario, un Lezioni di Diritto Amministrativo (aggiornato a tre riforme fa - ad essere ottimisti -) di Giandomenico Falcon.
8. Un classico. "Il gattopardo" di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Chiunque abbia concluso quantomeno la scuola dell'obbligo ha una libreria zeppi di classici pallosi che l'insegnante di lettere ci ha obbligato a comprare e\o leggere in combutta con le case editrici. Non parlatemi di biblioteche perché io rovino ogni libro, lo facevo ai tempi del liceo, lo faccio ancora oggi. Non ho il feticcio del libro perfetto, mi piace che sia un po' vissuto. Il fatto di avere tutti questi classici in libreria non fa di noi dei grandi lettori, la maggior parte di noi li ha letti non avendone voglia, insultando mentalmente la professoressa matta di cui sopra, la stessa che mi tarpava le ali con i latinismi, e non ricordandosi più niente di quanto letto. Solo qualcuno di noi dopo qualche anno ha superato il trauma e ha ripreso in mano la situazione, ha riletto con maggior gusto e minor ansia quanto aveva davanti. Solo alcune opere hanno superato il varco. Nel mio caso "Il gattopardo" è uno di quelli che ha superato il varco. Amo il libro, amo il film. Due capolavori, consigliati, anche se non sono da prendere alla leggera. Il film dura più di tre ore: piuttosto consiglio di dividerlo in due, ma non stufarsene mai. Il libro è piccolino alla vista, ma piuttosto tosto. Anche se non pesante. Credevo di averne parlato da qualche parte in giro per il blog, anche perchè l'ho riletto piuttosto di recente.  Forse, almeno per i classici, ho dimostrato un po' di rispetto tacendo.
Tra l'altro, mi auguro che tutto questo funga sufficientemente da invettiva contro il sistema scolastico italiano. Perchè se amare ed apprezzare certe opere deve essere oggetto di iniziativa personale e buona volontà non stupiamoci se la folla dei tronisti di Maria De Filippi è sempre più vasta.
9. Un libro con 4 o più colori in copertina. "Gli sporcelli" di Roald Dahl. Ho preso un libro a caso, ma questa collezione di Roald Dahl è meravigliosa. Le illustrazioni, i disegni della copertina. Le storie. Sono sempre più in love with Roald Dahl.
10. Il più piccolo della mia libreria. "Tutti mi danno del bastardo" di Nick Hornby. Come non inserire all'interno di questo elenco anche uno dei miei autori preferiti. Di questo libro, tra l'altro, c'è il comodo link che riporta a quanto già detto. Non è proprio questo il libro di Nick Hornby che consiglierei al mio prossimo che non si sia mai approcciato alla sua opera, però mi era utile per rispondere alla domanda. Tutti mi danno del bastardo è anche più piccolo di "E' nata una star?". Per dire.
11. L'ultimo libro che ho comprato. E' singolare per me, in questo preciso momento storico, parlare di libri acquistati perchè, da quando mi sono fatta furba, in realtà, sto acquistando veramente poco. Almeno in libreria. Almeno pagandoli veramente. Spesso li pago per finta o con sorrisi, quindi ho un vuoto mentale: qual è l'ultimo libro che ho comrpato? Perchè la faccenda paradossale è che da quando non compro libri ne sono entrati moltissimi in casa mia. Facendo mente locale credo di poter dire che l'ultimo libro per il quale ho scucito dei solti veri è stato "Fuori da un evidente destino" di Giorgio Faletti, preso la scorsa primavera ad una vendita di beneficenza della biblioteca. Ora però ho un dubbio che mi assale. Perchè io voglio tornare a leggere Faletti dai tempi di "Io uccido", molto prima della sua morte. Solo che sono leggermente intimorita, ho un po' quell'ansia da aspettativa delusa. Il primo libro mi era piaciuto molto e sono convinta che tutti i libri di Faletti siano belli, quindi ho paura che se il prossimo che leggo non mi dovesse piacere allo stesso modo ne rimarrei delusa, mi cadrebbe un mito, quindi rimando e non lo leggo. Solo che così passa ancora più tempo. E più passa il tempo più aumenta l'aspettativa... e la prospettiva che questa venga delusa.
12. Un libro con una faccia sulla copertina. "I Cowboy non mollano mai" di Max Pezzali. Perchè sono l'unica ad averlo letto probabilmente. Comunque, anche di questo c'è supporto video a lato e link attivo, perchè sono troppo professional.
13. Un libro il cui sequel uscirà prossimamente. Mi rifiuto di rispondere, seguo pochissimo le serie (almeno dei libri) e comunque non sono mai sul pezzo. Non ho idea di cosa debba uscire prossimamente, e comunque non la sto aspettando.
14. Un autore con le iniziali uguali. Giovannino Guareschi, nella torre dei libri è finito "Don Camillo e il suo gregge", che poi è la Sua prossima lettura in libreria.
15. Un libro che ha per titolo una parola inventata. "Squeegee Boogie" di Federica Frezza. Se non conoscete Federica Frezza, per favore, vedete di andare a conoscerla. Sarà noto, a chi ha un minimo di confidenza con la mia libreria, che io e le scrittrici donne non andiamo molto d'accordo. Non è una questione di sessismo, non dico che gli uomini scrivono meglio delle donne, solo che raramente mi è capitato di leggere qualcosa scritto da una donna che mi piacesse veramente. Quantomeno mi piacesse quanto mi piacciono cose scritte da uomini. Io su questo punto ancora non mi sono data un perchè, oltre all'ovvio: non leggo abbastanza. Alzo gli occhi alla libreria e scorgo qualcosa come Scarlett Thomas, mi sarei tagliata i polsi prima di giungere al finale, Jane Austen, ok "Orgoglio e Pregiudizio", giunta ad "Emma" (letto prima in inglese poi in italiano - o viceversa - ) ero già stufa marcia dalla noia. Melissa Bank è la delusione più recente. La Fede invece mi piace. Ho letto Squeegee Boogiee ed anche Mokita, il secondo libro, ed è uno strazio il solo sapere che molte delle cose che scrive non vedranno mai la luce per colpa del massacro della politica editoriale moderna. Questi due libri li ho e li conservo gelosamente in libreria, sono cose che in pochi possono vantare.
16. Un libro con un epilogo. "Il codice da Vinci" di Dan Brown ha un epilogo. Gioia e gaudio!

martedì 6 settembre 2016

Chicago Med - prima stagione

Chi ben comincia è a metà dell'opera: il giorno stesso dell'inaugurazione del pronto soccorso la metropolitana sopraelevata della città deraglia e lo stesso pronto soccorso si riempe di casi umani, bel oltre il limite della tolleranza. Qui c'è qualcuno che porta sfiga.
Mentre io indago su chi sia, spunta già il Rambo della situazione: il dottor Rhodes, barbetta, muscoloso, tatuato, misterioso e dal passato travagliato. Questo ovviamente all'inizio non è lui a dirlo... ma si capisce, altrimenti tutta quella barbetta e tutti quei tattoo non avrebbero ragione d'essere. Prima ancora della metà del primo episodio si cuce da solo: è il nuovo primario di traumatologia, una specializzazione maschia, per il paziente che non deve chiedere mai. 
Giusto perché non si dica che io ho sempre ragione, già dal secondo episodio appare a noi l'irrisolto paterno... ed il padre stesso. Di persona personalmente. Non hanno lasciato neanche un po' di suspense questi maledetti! Appare evidente che questo Rhodes è già un personaggione. E si scanna anche con Severide e tutto il suo collo. Severide, quello della caserma 51. 
La circostanza appare riconfermata quando al pronto soccorso spuntano anche la sorella e l'amichetto d'infanzia, rivelando una di quelle verità che fanno del bel misterioso un bel misterioso: Rhodes è un gran riccastro, figlio di un gran riccastro, discendente da una dinastia di riccastri. Mica un Rhodes qualsiasi. In sostanza: i segreti pian pianino vengono a galla. 
Un po' come quello di Natalie, l'incintissimo chirurgo neonatale, vagamente umorale e dal marito morto in guerra. Su Will, in realtà, non è che si venga a sapere molto. Però io preferisco l'Halstead medico all'Halstead poliziotto. 
Il problema di queste serie è che molto spesso per molti episodi non succede assolutamente niente... e uno perde quasi l'ispirazione di voler seguire tutta la serie. 
Poi finalmente, più o meno a metà stagione, gli equilibri decidono di cambiare un po'. 
Da un lato c'è Rhodes inseguito dal Dio della cardiochirurgia, che casualmente lavora in quell'ospedale, anche eravamo tutti piuttosto convinti che stesse a Seattle, al Seattle Greace, o Grey Sloane Hospital, fate voi. Comunque. Dio lo insegue. Lui fa il modesto e rifiuta. Poi Dio ha un incidente d'auto e casualmente si scopre che ha un tumore, sta per morire... e lo stava inseguendo per farlo diventare il suo degno erede. Così viene accantonata la modestia ed accettata l'incoronazione. Alla faccia di Preston Burke
Dall'altro lato Will Halstead, con specializzazione ancora in divenire, che decide, di punto in bianco, di adottare il caso umano del giorno, una donna malata di tumore, inserendola in un programma sperimentale  non richiesto ed ignorando, al momento giusto, l'ordine di non rianimazione. Il suo futuro professionale non è mai stato più in bilico di così ma l'occasione di tensione gli porta, quantomeno, l'occasione di far capire a Natalie ciò che chiunque altro in ospedale ha già capito da un pezzo. La bacia. Lei tace. Però non l'ha respinto. 'Sto bacio se lo è preso tutto, però poi tace, così lui esce dalla stanza chiudendosi dietro la porta... e dal giorno dopo si torna a fare come se non fosse successo niente. Per fortuna che lui ha i suoi bei guai giudiziari a distrarlo. Così non ci pensa troppo. Chiacago Law&Order è già stato fatto?
Queste cose, nei film, si sa, finiscono sempre a tarallucci e vino. Paziente minaccia di voler portare via ogni centesimo passato, presente e futuro al mediconzolo... ed alla fine non si va neanche in Tribunale. Ma neanche per un tentativo di mediazione. Che poi vanno sempre a buca comunque. Mediconzolo ed erede della vittima si abbracciano, versano una lacrima e vanno per le loro strade. Però il mediconzolo afferma di aver imparato la lezione... giusto in tempo per tornare a piangere sul latte versato. Ovvero su Natalie, che continua a non calcolarlo di pezza.
Viene il giorno in cui ricoverano Natalie: è svenuta in ospedale ma non si tratta solo di stanchezza e\o un po' di anemia. La diagnosi clinica è: sindrome del cuore infranto. Continuare a pensare al marito la sta ammazzando. Per il bene del figlio è fondamentale che tenti di andare avanti. Toglie la fede, la mette nel cassetto, Will inizia a pensare che possa esserci un po' di spazio anche per lui nel suo cuore ma questa stagione scivola via così. Con degli irrisolti belli e buoni. Con degli irrisolti che avrebbero potuto trovare una soluzione, una conclusione o quantomeno uno spunto al diciottesimo episodio... invece no. 
C'è solo una cosa che vorrei appuntare qua: il fatto che io si riuscita a risolvere la maggior parte dei casi clinici formulando la corretta diagnosi grazie alle mie profonde conoscenze mediche apprese attraverso Grey's Anatomy non gioca affatto a loro favore. Insomma, quelli tirano avanti da 12 anni, difficile trovare terreno ancora inesplorato e, in ogni caso, nell'incertezza, come insegna il dr. House, è lupus, però un po' più di impegno sarebbe gradito. Soprattutto per quel blocco di episodi a metà stagione completamente inutili ed insignificanti.
Ah! Comunque Dio è morto.

domenica 4 settembre 2016

Californication - Prima stagione

Hank, scrittore fallito, ha una ex moglie, Karen, che in realtà non ha mai sposato, una figlia adolescente e la caratteristica particolare di riuscire ad andare a letto con qualunque essere di genere femminile che respiri, tranne quella che vorrebbe. Incomprensibilmente le donne lo trovano estremamente affascinante, anche se a tratti mi sfugge il perché. 
Dopo aver scritto l'ultimo libro di successo ormai più di 5 anni fa, ha tirato vanti a campare, anche grazie al film che ne è stato tratto, senza scrivere più una sola riga. Ha perso l'ispirazione. Complici: 1) la separazione da Karen; 2) il trasferimento da New York; 3) la faccenda di cui sopra per cui va a letto con ogni essere umano di genere femminile che respiri. Troppo impegnato a vivere una vita sregolata per produrre qualcosa di buono.
All'improvviso sembra quasi riuscire a mettere la testa a posto. Accetta di scrivere su un blog, elemento che di per sè riterrebbe essere complice della prossima estinzione del genere umano, solo per far finta di avere una propria regolarità lavorativa ed inizia ad uscire con una rossa, professione avvocato, la prima con una professione vera e propria con cui sia finito a letto negli ultimi anni, salvata da una relazione di 5 anni con un uomo sposato... fin quando questa non deciderà di tornare dall'uomo sposato lasciando ripiombare Hank nel degrado morale dal quale proviene.
Uno dei principali problemi sorge nel momento in cui, raccattando in giro tutto ciò che si muove, respira, etc... porta a casa la 16enne figlia del compagno attuale di Karen, Mia, ignorando, ovviamente, sul momento, tanto l'una quanto l'altra circostanza. Faccenda che lo rende sempre estremamente ricattabile, soprattutto nel tentativo di tenere il segreto nei confronti dell'ex, della quale è sempre alla costante riconquista. Ah! Inevitabilmente i guai aumenteranno nel momento in cui decide di scrivere un libro su questa faccenda. Ma su questo tornerò a breve.
Alla morte del padre di Hank il suo cervello va in pappa. In poco tempo scopriamo che alla base di tutto vi è un cattivo rapporto avuto con l'uomo quando era in vita. In suo soccorso arriva Karen, l'unica donna mai stata veramente in grado di stargli vicino. Poco prima del funerale torneranno a letto insieme.
Al ritorno da New York, Hank si presenta al mondo con il suo nuovo manoscritto, figlio della migliore ispirazione newyorkese, quello sull'esperienza con Mia di cui sopra. Per prima cosa chiede a Karen di leggerlo, come ai vecchi tempi. Il problema è che Karen si sente ancora un filo in colpa per quello che è successo prima del funerale... e prima del suo matrimonio, quindi lascia il manoscritto in un angolo, giusto a disposizione di Mia, che non esita un istante a metterci le mani sopra. Metterci le mani sopra, cambiare il titolo, correggerne la paternità e prensentarlo ad una casa editrice come proprio. Quando Hank scopre il furto va su tutte le furie, ma non è in grado di fare nulla di concreto: qualunque cosa potrebbe far venire a galla il torbido segreto. 
Dulcis in fundo, il giorno del matrimonio di Karen con Bill. Hank si presenta al matrimonio ma promette alla donna di non fare alcuna scenata che possa metterla in imbarazzo. Insomma, se vuole mandare monte questo matromonio ci deve pensare da sola: nessun'altro potrà salvarla. 
In realtà al momento fatidico del parli ora o taccia per sempre è Mia a prendere la parola, con decisamente troppi bicchieri di champagne in corpo si impegna moltissimo a tirare fuori tutto il veleno che ha in corpo. Hank, che alle scene imbarazzanti è abituato, tenta di salvare la situazione, si prende un cazzotto in faccia ma riesce ad arginare la confusione. Se Mia confessa di aver fatto sesso con Lui, Lui non potrà che tirare fuori tutta la verità sul libro... ed il compromesso pare accettabile. Si tiene il libro... ed anche la verità. Pace fatta: gli sposi possono continuare con la cerimonia. E Karen sembra davvero intenzionata ad andare fino in fondo. 
Fino al primo ballo degli sposi: quando salirà correndo con le scarpe in mano sulla macchina in movimento di Hank chiedendogli di portarla il più lontano possibile.

venerdì 2 settembre 2016

Senza gelatina

Mi ha particolarmente colpito la nuova pubblicità della Simmenthal. "Senza gelatina" fa notare orgogliosamente. 
Divertente il fatto che gli stessi di Casa Simmenthal abbiano capito che la loro principale particolarità faccia schifo a tutti.

mercoledì 31 agosto 2016

Devious Maids - Quarta stagione

In apertura di stagione è spuntata di persona personalmente Eva Longoria in un piccolo cameo molto divertente. Tanto da anticipare senza altro dubbio che avremmo assistito ad un'altra stagione scoppiettante delle nostre domestiche disperate.
Zoila, caduta dalle scale sul finale della terza stagione ha perso il bambino del suo defunto marito... e ovviamente non l'ha presa bene. Abbandona casa di Genevieve e trova migliore sorte nell'abitazione di una riccastra momentaneamente in Italia e non intenzionata a tornare. Sola soletta nella mega villa dei suoi sogni finge di essere anche lei una riccastra, pronta a farsi prendere all'anno dall'affiscinante giovanotto della villa accanto. La domanda, in ogni caso, a tratti, sorge spontanea: ma Valentina che fine ha fatto? E quel premio Nobel di Remi, il figlio di Genevieve? Possibile che con tutto quello che è successo non si sono più fatti vedere da queste parti?
Se dall'esplosione di casa Powell non si è ferito nessuno la vittima sacrificale di questa stagione non tarda ad arrivare: Peri Westmore, comunque  già sommersa da tempo dalle corna messe dal marito, il caro Mr Spence, che non ci mette molto ad essere cacciato in galera. Tutte le nostre eroine dovranno quindi lavorare duro per riuscire a tirare fuori dai guai l'uomo... pure reo confesso!
Piacevole rivedere da queste parti anche James Denton, indimenticato Mr. Lyle di Jerod, il camaleonte, probabilmente ai più ben più famoso per essere stato Mike Delfino in 8 stagioni di Desperate Housewives. Unica cosa che mi domando è come sia possibile che Marisol, da quattro stagioni a questa parte, come si gira si gira, raccoglie mariti? Anche a questo proposito una domanda: dopo tutto il casino fatto alla prima stagione, che fine ha fatto Eddie, il figlio? 
In ogni caso Devious Maids è sempre piacevole da guardadre. Fatto bene, non pretenzioso e leggero. Appuntamento alla prossima stagione per capire i perchè della fuga di Marisol dall'altare.

lunedì 29 agosto 2016

Un'estate al mare - Giuseppe Culicchia

Luca, 40 anni e non sentirli. Cari maschietti non offendetevi, ma questa storia è molto più frequente di quanto non possiate immaginare. Lei, Benedetta, 31 anni ed un quoziente intellettivo pari a quello di una tartaruga, non me ne vogliano neanche le tartarughe, pare che in questo post non me le tenga per nessuno. 
Luca e Benedetta si sono conosciuti 6 mesi prima, nessuna coppia di loro conoscenza è mai stata più duratura di così, questa pare già di per sé un'ottima ragione per convolare a giuste nozze. Luca non è che ne sia convinto più di tanto, però pare una buona occasione per mettere la testa a posto: necessità che, tra l'altro, non gli appartiene, almeno non quanto quella folle ossessione per la perdita di capelli sulla nuca. Però Benedetta è bella, giovane ed avvenente, come lasciarsi scappare un'occasione del genere? 
Benedetta è un personaggio completamente fuori di senno: non per questo voglio dire che sia meno realistica di quanto non sia Luca. Appena superata la 30ina, un rapporto adolescenziale con la sua amichetta d'infanzia e compagna di sventure, Tarita, casualmente appena rimasta incinta, tanto da portarla follemente alla ricerca di un agognata gravidanza e un evidente irrisolto con il padre. Papi. Grazie al quale ha potuto smettere di far finta di andare all'università quando le ha trovato un'occupazione nell'azienda di famiglia e motivo per il quale si trova tanto a suo agio a sposare un uomo di 10 anni più grande. Questo non lo dice Culicchia, lo dico io.  
Li conosciamo in viaggio di nozze in Sicilia, là dove temo serenamente che Culicchia non sia mai stato perché qua e là prende degli scivoloni paesaggistici piuttosto evidenti. Ma il succo della questione non è neanche questo. 
Luca e Benedetta, durante questo viaggio di nozze improntato alla riscoperta dei luoghi dell'infanzia dell'uomo, incontrano Kajia, l'ex fidanzata tedesca di Luca, e Andrea la figlia avuta da una relazione, tra l'altro finita tragicamente, avuta successivamente. Andrea ha 17 anni e fisicamente è descritta a puntino: una bellezza teutonica, imponente ma giovanissima, da un lato l'innocenza di un apparecchio ai denti, dall'altro l'atteggiamento e la consapevolezza di chi non ha pudore della propria fisicità. Un atteggiamento disinibito e irriverente, messo in contrasto con l'italianità che lo circonda. 
Mentre Lei, Benedetta, è troppissimo impegnata a mangiare pasta con i ricci e verificare lo stato della sua ovulazione, Lui si lascia stravolgere da tutto quello che lo circonda: con la scusa dei ricordi d'infanzia e del piccolo dramma personale legato alla figura paterna, che ancora non è riuscito a superare, impatta in Andrea. Neanche da tentare di sperare che sia l'incontro con Kajia a mettere in crisi, già dal viaggio di nozze, la fedeltà coniugale rimestando nel torbido dei vecchi amori e delle vecchie passioni. Questo Luca lo mette in chiaro sin dall'inizio: Kajia, ora, è troppo vecchia. Per Lui. Perchè Lei è invecchiata, Lui, invece, 40 anni e non sentirli. Si sa: quando inizia la discesa è difficile fermarsi, probabilmente già i 30 anni della moglie iniziano ad essere un po' troppi per gli standard del vero maschio... ed il maschio che non deve chiedere mai non può che essere affascinato, attratto, eccitato da qualcuno che ha la metà dei suoi anni. Che potrebbe essere sua figlia. Che è ancora minorenne. Il vero maschio che non deve chiedere mai non può resistere davanti ad una bellezza tanto giovanile. Neanche quando è troppo giovanile, vedi quell'apparecchio ai denti che grida pubertà da ogni poro. Però si può preoccupare, in ogni caso troppo tardi, di essersi preso una qualche malattia venerea. Perchè lei è una poco di buono che la da a tutti, Lui invece è la vittima della situazione. Lei è una leggerona, Lui - che dovrebbe essere il marito in viaggio di nozze - sta per essere incastrato in qualche trappola mortale. 
In ogni caso, per chi se lo stesse chiedendo, alla fine Benedetta rimarrà incinta: questi due geni procreano anche. Andrea invece no. Nel senso, non rimane incinta e non gli ha trasmesso alcuna malattia venerea, perché malattie veneree non ne ha... anche se sarebbe stato il caso che anche lei si preoccupasse di quelle che le avrebbe potuto trasmettere Luca. 
Elementi interessanti sono i piccoli richiami all'attualità di quel periodo in Italia. Il romanzo ha infatti una sua collocazione geografica \ temporale ben definita: siamo nell'estate del 2006 e ogni evento raccontato è ben collocato con riferimento alle partite della nazionale ai mondiali di Germania di quell'anno. Luca, tra le varie ossessioni, ha quella di comprare ogni mattina una buona quantità di quotidiani e, grazie alle rassegne stampa compiute in favore di Beatrice, praticamente analfabeta nonché attenta telespettatrice solo di Studio Aperto, abbiamo anche noi, o perlomeno chi nel 2006 era già abbastanza grande da aver già letto \ commentato nonché vissuto quelle notizie, di fare un piccolo salto indietro nel tempo. Niente ovviamente a che fare con la satira politica che promette la quarta di copertina ma, se nel 2006 eri grande abbastanza da poter, per dire, andare a votare, la satira te la puoi fare da solo. Prima che ti ricontino le schede possibilmente. 
La domanda quindi è: come diavolo ci sono finita su questo libro? Più che sul libro sono finita sull'autore. Vista la mia ritrosia, a questo punto conclamata, di leggere autori italiani, quando recentemente ho sentito ripetere questo nome, in più di un'occasione, quale valido esponente di una narrativa contemporanea, non necessariamente impegnata ma, quantomeno, ben fatta, ho deciso di non potermi tirare indietro... però mi sono lanciata su un titolo, quasi, a casaccio. Forse è stato questo il mio problema.
Anzi, forse il problema non è anche questo. Perchè non è che voglio andare a bocciare completamente il libro. Solo che non lo suggerirei a qualcuno che mi chiede un consiglio di lettura. Sono dubbiosa sul voler dare una seconda chance a Culicchia. Magari è stato capace di dare vita a personaggi che mi innervosiscono un po' di meno.

sabato 27 agosto 2016

La magica medicina - Roald Dahl

Roald Dahl è un genio indiscusso, questo l'ho già detto più di una volta e lo prendiamo come dato di fatto. Questa magica medicina però mi sta lasciando un po' di amaro in bocca. Come se mi sfuggisse qualcosa, o non capissi il finale. Però l'italiano pare piuttosto chiaro. Non so. Ora vedo di spiegarmi.
Quella raccontata è la storia di George, un bambino. Un pomeriggio rimane a casa da solo insieme alla vecchia nonna malata. La nonn ci viene sin da subito presentata come una signora scorbutica e maleducata, soprattutto nei confronti di George... e del genero, a quanto pare. Ma questo lo si scoprirà solo in seguito. Insomma, una vera suocera! 
Per questo motivo George decide di voler curare la nonna: certo che la medicina che la donna prende quotidianamente non stia facendo effetto, decide di buttare tutto giù dallo scarico del lavandino e di crearne una nuova di sana pianta, con le sue belle manine. 
Prende quindi una grande pentola e ci mette dentro tutto quello che trova in casa, che sia esso liquido, solido o polveroso. Mette il composto a bollire sul fuoco e giusto il tempo che il composto si raffreddi e siamo pronti per somministrarla alla nonna. Gli effetti collaterali sono immediati. La nonna inizia a saltare per aria, le esce fumo dalle orecchie, gonfia come un palloncino, infine diventa alta come la stessa casa, sfondando con la testa tutti i soffitti e giungendo sino al tetto. La reazione del padre è una di quelle che dovrebbero entrare negli annali: non solo non lo sgrida, non lo mette in punizione, non lo ammonisce per quello che ha fatto... ma è entusiasta.
Da prima inizia a dare il medicinale magico a tutti gli animali della fattoria, poi chiede a George di replicare la ricetta... anche se gli effetti ad ogni tentativo risultano sempre un poì meno gradevoli di quelli auspicati. 
Dulcis in fundo, la nonna torna a bere la medicina di George... in una versione ancora non corretta a puntino. Inizia quindi a rimpicciolire. Un po' alla volta torna alla grandezza naturale, poi diventa  sempre più minuta fino a sparire! 
Viene quindi il dialogo finale e... fatemi capire, ma il messaggio quale sarebbe? Gioca pure con le medicine ed ammazza la nonna che non ci sono problemi?

giovedì 25 agosto 2016

Season Finale - UnReal, seconda stagione

L'episodio inizia con la spedizione punitiva nelle stanze di Coleman per far fuori ogni video ed ogni traccia della confessione sotto psicofarmaci di Rachel. La ragazza è molto chiara: non vuole essere rinchiusa in una clinica mentre le danno della pazza... Anzi: è abbastanza lucida da aver investigato sul suo passato ed aver tirato fuori scheletri dall'armadio. Facciamo che ognuno si tiene i propri e campiamo tutti 100 anni? 
Nel frattempo Everlasting è giunto all'episodio finale. Quinn tenta il colpo da maestro organizzando un doppio matrimonio all'insaputa dello sposo, mentre Coleman, all'apice della disperazione, va persino a resuscitare Jeremy. Una gran bella idea che gli sarà fatale! Ma a questo arriveremo tra un po'.
Anche perché qua, nel frattempo, ci stiamo perdendo di vista Darius e quelle squinternate che gli corrono dietro.
Entrambe le finaliste, grazie alla super magia di Quinn, si ritrovano, di bianco vestite e con l'intera famiglia alle loro spalle, a marciare verso l'altare. Peccato che la vera sorpresa le venga fatta da Ruby... spuntata anche lei all'altare ma decisamente oggetto di maggiori attenzioni da parte di Darius
Ruby l'ho forse un po' sottovalutata negli episodi precedenti. Arrivata come la ragazza seria, impegnata da oh my God, cosa ci faccio qua? come se ai provini ce la avessero portata di peso, ha finto per un paio di episodi di essere un po' troppo puritana e di avere valori troppo ferrei per stare in mezzo a tutte le altre ragazze a muovere la coda per Darius... ma è finita per portarsi a letto lo scapolone d'oro molto prima di tutte le altre. E fa anche in modo di far innamorare di lei lo scapolone, nonché di finire in TV davanti al mondo intero coinvolta in una scena surreale, con suo padre che le entra di gran foga in camera mentre è impegnata in altre attività ricreative insieme a Darius e le da della poco di buono. Dulcis in fundo è anche riuscita a farsi eliminare dal gioco con il più tradizionale dei non sei te, sono io! Il che era parso a tutti il modo migliore per far fuori la complicazione. Lei piange umiliata ed offesa e se ne va. Lui ci ripensa, medita di abbandonare il programma e la insegue piangendo. Lei lo rispedisce al mittente a continuare i suoi giochetti... poi però spunta sull'altare fatato e lui, completamente stordito dagli eventi, le chiede di sposarlo. Ruby fortunatamente gli ride in faccia, ritiene che sia un coglione ma decide di dargli una possibilità, così si allontanano insieme verso l'orizzonte nella noia e nella pateticità che li ha caratterizzati sino a questo momento.
Tornando quindi ai discorsi da grandi: Jeremy viene contattato da Coleman e portato ad Everlasting perché collabori con lui e Rachel - gnocca al grande progetto. Jeremy non si tiene un cencio in bocca e racconta tutto a Rachel - Rachel che tenta di salvare il salvabile... 
... riesce a fare in modo che Rachel - gnocca non intervenga in diretta a svergognarli tutti ma è costretta a vederla andar via verso l'orizzonte con Coleman, certa che una volta che i due giungano a destinazione comunque porranno in essere in altro modo il piano. Peccato che Jeremy intervenga per fare in modo che i due a destinazione non ci arrivino.