martedì 23 agosto 2016

Project 10 Pan - Mascara edition III

Citando me stessa, giusto per non fare neanche la fatica di inventare una nuova intro:
Ad un anno e mezzo di distanza dalla precedente carrellata di mascara, finalmente sono pronta, preparata e ben attrezzata per la seconda. Un anno e mezzo decisamente intenso... ma con le ciglia sempre nere, allungate ed incurvate. Perché la classe non è acqua.
1) Physicians Formula - Organic wear. Lui dice: mascara di origine 100% naturale ... ultrablack. PAO 3 mesi, 7.5 grammi di prodotto, made in U.S.A.. Motivi per cui ho deciso di compare questo mascara: mi dovevo fare un regalo, avevo raggiunto un traguardo che mi faceva felice e decisi di togliermi uno sfizio. Phisicians Formula non è esattamente una marca a basso costo, questo mascara viene, all'incirca, sui 15 euro. E veniamo al secondo motivo: la confezione carina, curata nel dettaglio, contenuta in una confezione di plastica trasparente che ne assicura l'integrità. Terzo motivo: la particolare forma dello scovolino, a goccia, in materiale siliconico. A conti fatti se dicessi di essere felice della mia spesa mentirei spudoratamente: il prodotto non è di altissima qualità: la pasta era molto asciutta, molto secca sin da subito, davvero difficile a stendersi. Lo scovolino da effettivamente una buona resa al mascara: pettina bene le ciglia, le districa e le pettina, aiuta tanto all'angolo interno quanto all'esterno. Diventato del tutto inutilizzabile molto prima del terzo mese dall'apertura: per 15 euro avrei preteso qualcosa in più. 

domenica 21 agosto 2016

Mondo Piccolo "Don Camillo" - Giovannino Guareschi

Quella di Guareschi, Don Camillo e Peppone per me è sempre stata una faccenda di famiglia. La passione per i film con Fernandel e Gino Cervi mi è stata trasmessa direttamente da mia nonna, già di suo amante delle pellicole ed accanita lettrice dei libri di Guareschi, conosciuto personalmente nella Bassa, nel dopoguerra. E' stato proprio insieme a mia nonna che ho visto e rivisto tutti i film durante l'infanzia e grazie a lei che continuo a rivederli ancora oggi. 
I libri, come si può intuire, li ho ereditati tutti, li tengo belli esposti in libreria ma devo confessare, non senza vergogna, che non mi ci sono mai avvicinata per leggerli. Vergogna! Vergogna! Vergogna!
La ragione, in parte, risiede, in quei giorni lontani della mia infanzia, quelli in cui nonna mi consigliò di lasciar perdere la lettura ancora per qualche anno, fino a quando non fossi un po' più grande. Lì per lì non capivo: la ragione mi fu di volta in volta sempre più chiara ogni volta che guardando i film riuscivo a cogliere qualcosa in più, qualcosa di più profondo, qualcosa di più articolato o significativo rispetto al solo don Camilllo che suonava le campane durante il comizio di Peppone per fargli un dispetto. Ogni volta che sono stata in grado di estrapolare dal film una sfumatura  in più oltre alla semplice risata provocata da una situazione buffa.
Giunta così all'alba dei 30, credo di aver colto tutto quello che posso essere stata in grado di cogliere, pur nella consapevolezza che non sarà mai quanto ha sempre fatto chi nella Bassa, poco più in là del Brescello, in quegli anni ci ha vissuto. Quindi, altolà alla pigrizia: è l'ora di leggere i libri.
Nel mio caso, il primo passo è stato fatto recuperando il primo libro dalla collezione di famiglia... per riporlo un minuto dopo. L'edizione in mio possesso risale al 1954 e le pagine consumate quasi faticano a stare insieme. Giusto il tempo di procurarmente un'altra copia un po' meno malconcia e sono partite le danze.
"Don Camillo" è il primo capito della saga del Mondo Piccolo: una lettura imperdibile per tutti gli amanti delle vicende della Bassa. Perchè non averla fatta prima? Una lettura non rovinata neanche dalla visione delle pellicole ... anzi...
che sia stata addirittura migliorata anche semplicemente dalla voce che sono riuscita a dare al Cristo? Per non parlare dell'immagine nitida di Fernandel che a falcate attraversa la chiesa. 
Io in realtà di questo libro non ne voglio parlare. Non ne voglio parlare male: impossibile. E' semplicemente perfetto, l'ho divorato in 2 giorni durante i quali praticamente non ho fatto nient'altro non riuscendo a staccare gli occhi dalle pagine e divorando avidamente racconto dopo racconto. Non ne voglio parlare bene, perchè poi vi convincerei a leggerlo, ed io sono gelosa delle mie cose!

venerdì 19 agosto 2016

Guida galattica per gli autostoppisti - Douglas Adams

Non ho molte parole per descrivere questo romanzo. Forse "visionario e demenziale". Giuro che non è un insulto. Un po' come quando le flotte navali interstellari di G'Gugvuntt e Vl'Hurg marciarono verso la nostra galassia per distruggerla ma, decisi ad atterrare sul primo pianeta nel quale si imbatterono (la Terra) fecero un errore di calcolo nella scala delle grandezze e l'intera flotta fu inghiottita da un cagnolino.
Il concetto di base è un costante e continuo what?! L'unico modo per capire di cosa si sta parlando è leggere questo libro... e già mi pare una buona ragione per farlo, altrimenti non si capisce niente, così come non ci capivo niente io fino a poco tempo fa. Potrei mettermi qui a riassumere l'intera vicenda di Arthur Dent e Ford Prefect... ma non avrebbe senso. Perchè nel riassumere qualcosa di folle e no sense si rischia sempre di perdere qualcosa per strada, ed allora non sarebbe più folle e no sense ma solo brutto. O sciocco. O comunque poco interessante.

mercoledì 17 agosto 2016

La fabbrica di cioccolato - Roald Dahl

Un libro per grandi e per piccini.
Ma soprattutto per i grandi. Perchè se sono genitori devono per forza volerlo leggere ai propri figli, nella speranza che non crescano come dei citrulli, diversamente va bene comunque. magari per raddrizzare qualche albero cresciuto storto, immergendosi in una magnifica avventura zeppa di colpi di scena, adatta  a chi ha ancora qualche problema con gli eccessi della propria vita.
Una storia meravigliosa attraverso la quale comprendere che restare sulla retta via, con un filo di umiltà e di rispetto delle regole paga sempre nella vita. Magari non è evidente sin dall'inizio, così come non era evidente sin dall'inizio perchè il biglietto d'oro dovesse essere vinto da un manbino ingordo e sregolato come Augustus, ma la giustizia "divina" (o comunque la si voglia chiamare) prima o dopo interviene. E' un evento nel quale bisogna avere fiducia, sia che si creda in dio, nel soprannaturale, o nel divino, sia che non ci si creda. Probabilmente per ognuno di noi l'intervento è opera di un "proprio" soggetto che dall'alto ripaga le nostre azioni... così come il "suo soggetto" ha ripagato Charlie facendogli trovare una monetina nella neve.

lunedì 15 agosto 2016

UnReal - seconda stagione - Ep. 9

Rachel vede Coleman fissare con lussuria il video della sua confessione sotto psicofarmaci... ed inizia ad intuire di essere stata un po' usata. Ma solo un po'...
Coleman vuole chiaramente affossare lo show e la carriera di Rachel insieme ad esso.
Se Rachel - Rachel non da soddisfazioni, in questo nono episodio qualcosa in più si muove in direzione di Rachel - gnocca... ma in fondo non ci interessa molto. Qui siamo in attesa del gran finale. Lasciamo che Rachel - gnocca se la sbrogli da sola. Anche se in fondo me lo sento che a breve rimpiangeremo di aver mandato via Adam, again.

mercoledì 10 agosto 2016

Reign - Terza stagione

Francesco è morto.
Era chiaro che sarebbe finita così. Lo dice la storia, lo dice wikipedia. Insomma: fonti attendibili. Non è solo una questione di spoiler. Però ci siamo rimasti male comunque. 
Il fatto è che ad un certo punto pareva di aver aggirato l'ostacolo del fattaccio, tanto che quando è successo ha fatto male il doppio. 
Elisabetta è un personaggio ben riuscito, però mi domando seriamente perchè nessuno sia allarmato dalla sparizione di tutte le dame di corte di Mary. Una è morta, una è svanita nel nulla, una gestisce un bordello... non c'è male. Porta bene questa faccenda del gemellaggio con la Francia. 
Il problema, in fondo, è che senza Francesco a zonzo da quelle parti il telefilm ha perso un po' il senso. Tutta la vita di corte ha perso un senso, tutti fanno cose folli.
Prendi ad esempio Bash e Caterina De Medici che si ritrovano a lavorare insieme. Mica per niente andrà a finire che lui la prende per il collo. O prendi il caso di Caterina che, dopo essere stata sbattuta negli inferi da suo figlio Francesco, si ritrova nuovamente al fianco del nuovo figlio - e nuovo Re - Charles.
Maria cerca marito: tutti la vogliono nessuno se la prende. Dopo aver allontanato il primo pretendente, fatto quasi fuori il secondo ed aver quasi fatto scoppiare la guerra anche con la Spagna, decide di prendere il mare e tornare in Scozia, con il fido Bash al suo fianco. Sì, perchè nel frattempo c'è anche il gran ritorno di fiamma di Bash. Solo che a questo giro Maria non se lo fila, se lo porta dietro come un cagnolino ma non se lo fila: troppo occupata a portare avanti una disgustosa faccenda con il disgustoso Gideon.

lunedì 8 agosto 2016

UnReal - seconda stagione - Ep. 8

Quinn è tornata al potere mentre Rachel si è autoreclusa in manicomio e Coleman pare essere l'unico capro espiatorio di tutta la sporca faccenda della sparatrice. 
Poi la Rachel - gnocca se ne esce fuori con una confessione: è una giornalista, ha fatto parlare Jeremy rivoltandolo come un calzino ed intende sbugiardare tutto il marcio che c'è dietro alle quinte di Everlasting
Darius resta fuori dalle scene per 40 minuti e nessuno sente ancora la mancanza: l'episodio di Everlasting è andato benissimo comunque, anche con le ragazze che si sono autoeliminate, o forse no. 
Rachel nel frattempo da il meglio di sè: ancora sotto i potenti effetti delle medicine date dalla madre scappa dalla clinica insieme a Coleman ed inizia a parlare, svelando il retroscena di 30 anni di follia.
Ah, alla fine Darius torna.

sabato 6 agosto 2016

Arrow - The flash - Nashville

1) Arrow. Quarta stagione. La faccenda che tutti questi supereroi debbano essere infelici per essere tali ha rotto e con Felicity non doveva finire così. Durante questa stagione le americanate hanno superato il livello di guardia e del mio normale tasso di tollerabilità: gente che zampetta sulle tastiere a caso e altri escamotage di questo tipo. I flashback stanno seriamente raggiungendo una noiosità mortale e, soprattutto, più passa il tempo meno sono plausibili gli originari 5 anni lontani dalla civiltà. Che mi possono anche andare bene... ma com'è possibile che hai girato il mondo il lungo e in largo e nessuno si sia reso conto di te? Ma soprattutto basta drammi. Io seriamente devo riflettere bene prima di volermi avvicinare alla quinta stagione. 
Ah, vogliamo anche parlare del figlio ritrovato dal nulla? L'unica cosa che si è salvata di quell'episodio è il crossover con Flash.
2) The Flash. Seconda stagione. Sempre meglio di suo cugino Arrow. L'unico appunto è su tutta questa volontà di infierire e\o riciclare il vecchio Flash come fosse una reliquia importante. Per vecchio flash intendo il flash del telefilm anni 90, che forse solo io ho visto, che ora è il padre del nuovo flash, che ha passato millenni in galera per poi uscirne e decidere di andare afare l'eremita dalla parte opposta del mondo senza tenere neanche mezzo contatto con ciò che gli rimane della famiglia, che poi è tornato per essere ammazzato, ma che forse non è andato del tutto, almeno l'attore, perchè ora è il flash di Terra 3. Terra 3. Santo cielo! Diamo un freno a tutto questo. 
Dulcis in fundo la perla del Flash moderno, l'attuale, l'unico, almeno su Terra 1, che dichiara tutto il proprio amore a Iris, l'unica a non essersene mai accorta neanche per sbaglio, per poi andare indietro nel tempo e fare l'unica cosa che nessuno dovrebbe mai fare. Lo sanno tutti: la storia non si cambia. Perchè non sai quello che potrebbe accadere. Basta aver visto Ritorno al futuro per saperlo. Eppure lui non riesce a mettersi le mani in tasca, torna al giorno in cui sua madre è morta e la salva. Così. Ora voglio vedere da questo casino come intende uscirne. 
3) Nashville. Quarta stagione. Giunta a quella che probabilmente poteva essere il momento migliorei di Nashville, qualcuno dall'alto arriva e chiude di netto la serie. Senza mezzo ripensamento. Parliamone. Perchè io sono sempre stata piuttosto dubbiosa su Nashville, anche se mi è sempre piaciuta e l'ho sempre seguita. Dall'inizio. Questa stagione ha avuto degli alti e dei bassi, esattamente come le altre, ma credo che fosse giunta al punto di farsi capire. Forse non parla un linguaggio comune, ma resta un buon linguaggio. E giunti al punto in cui io ero veramente ansiosa di arrivare all'episodio successivo, cosa va ad accadere? Che qualcuno la chiude. Talmente in tronco che io non mi sono neanche resa conto, lì per lì, di aver visto l'ultimo episodio. E tutto questo è accaduto ancor prima che scoprissi della cancellazione. Non mi ero proprio resa conto fosse l'ultimo episodio della stagione, figuriamoci se posso tollerare che sia, addirittura, l'ultimo della serie. Amarezza. 
Tempo fa si parlava della possibilità che qualche produttore indipendente, di quelli che fanno tanto figo oggi, potesse recuperare la serie dalla spazzatura e restituirgli la sua dignità. Vedremo.

giovedì 4 agosto 2016

Suits - quinta stagione

E così hanno arrestato Mike Ross. Non capisco come si sarebbe potuto pensare che questo non sarebbe mai accaduto. C'è solo da sperare che in galera gli taglino quei capelli: ma chi è la sua stilista in questa quinta stagione? Chi si occupa del suo parrucco? Come ha potuto non rendersi conto di un simile abominio?
La cosa divertente è che, per quanto Mike Ross ha fatto e detto in questi anni (insomma, il numero di persone a conoscenza del segreto inizia a farsi imbarazzante) tutto il merdone ha avuto origine da una mail anonima, pure scritta male, giunta all'ufficio del procuratore. Come se la procura non avesse davvero nient'altro da fare che fissare il PC tutto il giorno in attesa di qualche notizia di reato che possa valere davvero al pena di essere lì. 
Lo stato di panico che nasce intorno allo studio Pearson Specter Litt a tratti è davvero divertente: tutti vedono fantasmi e temono l'uomo nero nascosto sotto il letto. Il più pulito ha la rogna, quindi tutti vogliono che sia qualcun'altro a prendersi la responsbilità. E tutto questo non sgualcisce, neanche per un momento, neanche uno dei vestitini adorabili di Jessica. Non tutti adorabili veramente, alcuni sono bruttini... ma la domanda principale è: come puoi non aver mai indossato per due giorni di fila lo stesso vestito? Capisco quasi avere un sacco di soldi per poterseli permettere... ma credo sia una questione organizzativa: dove li mette, visto che non li usa? Probabilmente è questo il segreto del suo successo. 
Giunti all'ultimo episodio, mentre noi con rammarico ci rendiamo conto che nessuno è ancora stato in grado di tagliare quei capelli a Mike Ross, lui, dopo averlo evitato come la morte, sta negoziando un accordo che lo terrà in galera per due anni. Non poteva farlo cinque episodi fa e permettere a tutti di andare avanti con la sua vita?
Rachel, che anche nel corso di questa quinta stagione non è riuscita ad acquistare alcuno spessore intellettuale, si incazza come se il galera ci dovesse finire lei. Poi ci ripensa, non è più arrabbiata ma vuole sposarsi prima che il gentile consorte vada dietro alle sbarre. Che bell'idea: un matrimonio organizzato in un giorno! Anche se forse potrebbe essere l'idea giusta perchè nessuno dei due cambi idea su queste nozze almeno altre due volte prima di arrivare all'altare. Potrebbe.
Ma parliamo per un attimo di Harvey, perchè nel frattempo ci sta sbroccando anche lui... ed ha ragione. Perchè lui ha sempre ragione ed il mondo dovrebbe averlo imparato da un pezzo. 
Dicevo, avrebbero potuto non avere abbastanza tempo per ripensare all'idea del matrimonio... ma ci sono riusciti! Ed infatti il matrimonio salta, mentre Harvey accompagna Mike in gattabuia. 
Nel mezzo di tutto questo pandemonio pr fortuna ci sono ancora Jessica e Luiss che tentano di salvare quello che resta dello studio. Perchè sì, a volte la gente lavora anche da quelle parti. Giusto perchè la paghetta alla fine del mese qualcuno a casa la deve portare.

martedì 2 agosto 2016

Il GGG - Roald Dahl

Sofia, 9 anni, viene rapita dall'orfanotrofio dove si ritrova dopo la morte dei suoi genitori, da un gigante che parla come Mika e portata nella terra dei giganti. 
Velocemente avrà modo di capire che il GGG, il gigante che la ha rapita, è in realtà un gigante buono, che ama il suo prossimo e non farebbe mai del male a nessuno, tanto da cibarsi solo di cetrionzoli, legumi dal gusto nauseabondo, diversamente da tutti gli altri giganti, ghiotti di esseri umani. 
Inizialmente il GGG decide di voler tenere Sofia con sè, faccenda che ha a tratti dell'inquietante, anche se per la penna di Rohal Dahl viene fatto quasi passare per un gesto di carineria: un piccolo prezzo da pagare per essersi svegliata in piena notte, essersi alzata da letto andando contro a tutte le regole dell'orfanotrofio ed essersi messa a sbirciare fuori dalla finestra, sapendo non non doverlo fare, dando quasi per scontato che "nel mondo reale" comunque non mancherà a nessuno, perchè non ha nessuno, solo una fra tante inserita nel sistema. In realtà il GGG vuole anche proteggerla, ed è qui che sta l'elemento di carineria, assicurandosi allo stesso tempo che non vada a raccontare in giro dell'esistenza dei giganti. Gli altri giganti non sono buoni e gentili come lui: gli altri giganti sono degli zoticoni ignoranti, pronti a bullizzare senza remore il nostro GGG e capaci, ogni singola notte dell'anno, di porre fine all'esistenza di centinaia vittime umane solo per soddisfare qualche piccolo peccatuccio di gola. 
Il GGG e la nostra Sofia decino quindi che sia giunto il momento di fermarli, perchè nessun altro innocente svanisca più nel nulla a causa della loro ingordigia. Complice ideale per una missione tanto delicata non può che essere la Regina d'Inghilterra. In persona personalmente.

domenica 31 luglio 2016

Manuale di caccia e di pesca per ragazze - Melissa Bank


Mi sono avvicinata a questo romanzo su consiglio di Nick Hornby. Insomma, dalla lettura del suo Una vita da lettore è possibile prendere molti buoni spunti. Altri sono così così. Come questo. Il buon Nick, sosteneva, in realtà parlando di un altro romanzo, ma non escludendo affatto di voler far riferimento anche a questo, che Melisa Bank dovesse essere una delle pochissime persone in tutta l’inghilterra (o cmq in tutto il mondo?!) autorizzata dal governo a parlare di “rapporti amorosi urbani contemporanei”, insomma, a scrivere romanzi d’amore. Io da questa nettissima presa di posizione avrei inteso che Melissa Bank sia una delle poche autrici rimaste sulla faccia della terra a saper scrivere un romanzo d’amore degno di questo nome, senza cadere nelle banalità Harmony (o nei Tiffanyes, che poi sarebbero gli Harmony del giorno d’oggi: stessa trama, copertina rigida a dare un tono e legittimare l’aumento vertiginoso del prezzo). Sono tendenzialmente d’accordo con l’idea di dittatura che Nick ha in mente sull’argomento… sul merito di Melissa Bank di essere iscritta all’albo però mi sento di nicchiare un po’.
Ogni capitolo di questo manuale di caccia e di pesca si apre con una citazione. Potenzialmente un consiglio di lettura, nella pratica non ne ho preso neanche uno. Ma questo magari è un problema mio.
Il vero dilemma che mi ha provocato questo romanzo è che ho impiegato veramente diversi capitoli per capire se l’io narrante fosse sempre lo stesso o se si trattasse di protagoniste differenti, ognuna intenta ad esporre la propria storia. I capitoli sono scollegati tra di loro, poco a far comprendere che ci sia - più o meno - uno stesso filo logico alla base di tutto. Su anobii qualcuno, addirittura, si lamenta che non sia un manuale ma un romanzo. A me sinceramente che non fosse un manuale pareva ovvio… contesto che potrebbe non assomigliare neanche ad un romanzo ma, siamo da capo: questo magari è un problema mio. Per capire meglio quello che intendo:
- Nel primo capitolo la protagonista è adolescente. E non aggiungo altro, perchè è tutta vicenda noiosa di come lei osservi la fidanzata di suo fratello in maniera malata e morbosa.
- Nel secondo capitolo è grande abbastanza da avere un fidanzato e un lavoro. Con il fidanzato va in vacanza nella casa al mare dell’ex fidanzata di lui, che ci prova, davanti al marito. Se vai in vacanza con l’ex fidanzata del tuo ragazzo a me sembra che non ti possa neanche lamentare se questa poi va un po’ in malora. E non aggiungo altro.
- Nel terzo capitolo molla il fidanzato di cui al capitolo due per mettersi con uno che ha il doppio dei suoi anni. Non andrà affatto a finire bene. Ma va?
- Nel quarto capitolo cambia nome per la quarta volta consecutiva, ora si fa chiamare Nina, ha un figlio, anzi tre, ma per qualche motivo ci interessa solo di uno, e sta per diventare nonna. Anzi, nonna-bis, grazie a quell’anima in pena di suo figlio: 30 anni, divorziato, in piena crisi di mezza età, l’uomo che nessuno dovrebbe meritarsi quale compagno della vita… e lei se ne rende conto. Ma da qualcuno dovrà pur aver preso.
- Nel quinto capitolo torniamo a due anni dopo la fine della storia con il vecchio del capitolo 3 e ancora incontriamo il vecchio del capitolo 3. La vicenda centrale è la malattia del padre: alla fine questo inevitabilmente morità, mentre il vecchio sarà troppo impegnato a fare scenate di gelosia e a farsi ricoverare anch’egli. Seguirà una valanga di pipponi mortali prima che i due si mollino definitivamente. Eureka.
- Nel capitolo sei, improvvisamente, decide di parlare di se stessa in seconda persona. Una scelta stilistica interessante… ma anche no. Con una velocità allarmante passa per la conoscenza \ amore \ convivenza con il tipo più figo che abbia mai conosciuto fino alla scoperta di un tumore, vari interventi chirurgici e conseguente chemioterapia, rasatura dei capelli ed altri eventi che dovrebbero toccarti leggermente un po’ più a fondo nella nostra esistenza. Elaborazione del dolore: sotto la soglia di guardia. Tutto questo fa cadere le braccia pensando alle palle che ci ha fatto cadere con la minuzia di dettagli dei capitoli precedenti. E comunque molla anche il ragazzo figo che la vuole sposare.
Infine giunse il capitolo sette dove sbrocca di brutta maniera: compra un libro e si mette a dialogare nela suo quotidianità con gli autori. Peccato che questo sia il famoso manuale si caccia e di pesca di cui al titolo del romanzo e che lei finisca per prendere consigli amorosi da due allucinazioni. Siamo sicuri che il tumore sia andato via del tutto? Tra l’altro, anche di questo, non è dato sapere più nulla. Però incontra Robert, che forse sarà il padre dei suoi figli del capitolo 4. Oppure no. Perchè non è dato sapere neanche questo.
Giunta a 20 pagine dalla fine ho seriamente sperato che il libro si consumasse per autocombustione. A volte lo chiudevo, mettevo sulla scrivania per riaprirlo qualche ora dopo ma constatare tristemente che il numero di pagine rimaste era sempre lo stesso. Sono giunta alla fine, ma solo per un principio morale \ autistico tutto mio personale. Questo però non è simbolico di nulla di buono. Cara Melissa Bank, non credo di volerti ancora nella mia vita.

venerdì 29 luglio 2016

UnReal - seconda stagione - Ep. 7

E così Adam è qui. ma questo sarebbe dovuto accadere all'episodio numero 1. Non al 7! All'1! E sarebbe dovuto accadere con meno barba. E meno chili. Cielo! Ma è incinto? Adam! What happened to you? 
All'episodio numero 7, a fatica, siamo già giunti al punto di dimenticarci di Adam e andare avanti. Non sono certa che siamo realmente riusciti a dimenticarlo, forse non accadrà mai, ma di sicuro stiamo provando ad andare avanti. A fatica. 
Ho aspettato questo momento sin dal primo eposodio e non sono certa di esserne soddisfatta. Un po' della serie: tutto qua? Ho aspettato questo momento sin dal primo episodio... e inevitabilmente non ha portato a nulla di buono.

mercoledì 27 luglio 2016

Matilde - Roald Dahl

I bambini non sono seri come gli adulti, e ridono volentieri.
Di Roald Dahl ne nasce uno ogni 100 anni ed è un vero peccato. Non è affatto un dato molto lusinghiero nei confronti del genere umano. Perchè Roald Dahl era un genio e tutti gli altri esseri umani che incontreremo lungo il nostro percorso (noi compresi) non saremo mai all’altezza.
La prima volta che ho letto Matilde avevo 11 o 12 anni. All’epoca ne rimasi estasiata… oggi anche, nonostante l’iniziale paura a rileggerlo. Un vago timore che la magia fosse svanita per sempre con il compimento della maggiore età… e con il compimento di molte altre età dopo, a dir la verità. Matilde riesce ad avere in sè tutta quella bontà, quell’ingenuità e quella purezza da portarti a volere, ancora oggi, che sia la tua vicina di banco, la tua compagna di marachelle e che ti possa aiutare ad allontanare per sempre la diabolica signorina Spezzindue.
E’ un romanzo che si legge veramente in pochissimo tempo, ma che nessuno dovrebbe perdersi. Perchè una volta che si entra nel mondo di Matilde, nulla di quello che ti circonda ha più senso o riesce a distrarti. Le descrizioni dei caratteri, dei personaggi e degli ambienti fatta da Roald Dahl sono quasi uniche nel loro genere, molto dettagliate, pronte a coinvolerti ad assorbirti in un istante, allo stesso tempo mai così pesanti da annoiarti o rallentare il flusso del racconto.
Insomma, Matilde la conosciamo tutti: è una bambina sveglissima,cresciuta nell’ambiente meno stimolante che si possa avere sulla faccia della terra, con un padre scaltro truffatore, intento solo a trovare nuovi modi di fare soldi, una madre concentrata più sul suo aspetto fisico e sulle sue passioni che sulle sorti della sua famiglia, un fratello maggiore che è come se non ci fosse ed una seria dipendenza dalla televisione da cui tutta la sua famiglia pare essere afflitta. Diciamo un livello generale di scolarizzazione molto più basso della media, anche se non così raro da rinvenire anche al giorno d’oggi. A salvare Matilde da un destino che parrebbe segnato all’interno di un contesto del genere, la sua curiosità e la sua intraprendenza. La voglia di scoprire qualcosa di più di questo mondo e lo spirito di iniziativa di recarsi presso la biblioteca comunale per tentare di appropriarsi di qualcosa in più di quello che il mondo parrebbe volergli offrire.
Venne il giorno di andare a scuola. Anzi, venne il giorno in cui convinse i propri genitori della necessità di iscriverla a scuola ed è lì che, per la prima volta, Matilde si confronta con il mondo. Perchè la scuola per un bambino è chiaramente la prima forma di società complessa all’interno della quale viene inserito. Società con i propri diritti, i propri doveri, le proprie gerarchie, le prassi, gli usi e i costumi. Lì inconterà altri bambini, conoscerà la dolce maestra Dolcemiele e tremerà al solo pensiero di avere a che fare con la temibile signorina Spezzindue.
Presto, però, Matilde, capirà che non bisogna avere paura. Che la paura e l’eccesso di reverenza non porterà da nessuna parte, cercherà di conoscere il proprio nemico e lo sconfiggerà giocando al suo stesso gioco, con le sue stesse armi, infondendogli paura e timore, facendo leva sui sensi si colpa e timidamente ricordando al lettore che, in fondo in fondo, comportarsi bene nella vita, non fare torti a nessuno e rispettare il proprio prossimo è una cosa che paga.

domenica 24 luglio 2016

UnReal - seconda stagione - Ep. 6

Dopo la violenza subita, Chet convince Rachel a non andare alla polizia... ed il suo precario equilibrio mentale crolla. Coleman (all'oscuro di tutto) non capisce esattamente quale sia il problema e Chet non trova niente di meglio da fare che chiamare in soccorso Quinn.
Per questa puntata di Everlasting tutto il cast va in gira in Alabama, a casa di Beth Ann, la piccola razzista che gira tra di noi dal primo episodio e del quale effettivamente stavamo pensando di averne abbastanza, perchè il corteggiatore incontri la sua famiglia. Tra una felice riunione ed un BBQ sul prato, Rachel trova il modo di agitare le acque. Forse neanche lei avrebbe immaginato che saremmo potuti finire con una corteggiatrice incinta, uno zoticone pronto a prendere tutti a botte e con il padre della ragazza che carica il fucile.
Comunque no, Darius non può essere il padre. Lo dico nel caso in cui qualcuno pensasse che quest'anno del corteggiatore e delle befane al suo fianco ce ne possa importare qualcosa o che possano avere rilevanza in qualche momento della storia.
Rachel a questo punto è davvero fuori di sè... ma all'improvviso BOOM! Chi non muore si rivede.

sabato 23 luglio 2016

Grey's Anatomy, dodicesima stagione - Finale

Tutto sommato anche questa stagione ha avuto i suoi punti di forza. Prima di tutto non si è andati alla ricerca spasmodica del nuovo Derek. Non che non ci abbiano provato, eh? Per provarci ci hanno provato. Ovviamente non ci sono riusciti, ma la cara Shonda ha usato i guanti di velluto. Ci è voluta andare piano. E questo lo apprezziamo molto.
Ci sono stati degli episodi che, nel mucchio, sono spiccati particolarmente e sono stati di per sè dei veri gioiellini. Anche se ci hanno portato a ranicchiarci sul divano e stringerci in una matassa di emotività. Parlo per esempio quello in cui Meredith viene aggredita dal paziente matto. Fatto particolarmente bene, nel dettaglio, anche se per forza di cose non andato molto per le lunghe. Particolarmente emozionante anche l’episodio dello scontro finale in tribunale tra Arizona e Callie. Per me finire a schierarmi da una parte è stato praticamente inevitabile e mi sono sentita decisamente sollevata nel momento in cui è stata proprio Arizona a spuntarla. Nonostante quello che ne potesse pensare Meredith e la sua cricca di folli.
Ovviamente ha avuto anche i suoi punti di debolezza. Uno su tutti, il puntone enorme di debolezza, Amelia. Io seriamente non capisco come si sia potuto pensare di riesumarla dalle ceneri di Private Practice per promuoverla in Grey’s Anatomy. Senza neanche darle una aggiustatina. Perchè posso capire che a Los Angeles potesse avere un senso il fatto che fosse folle e ribelle… poi le hanno dato un colpo di spugna, hanno cancellato i suoi peccati e la hanno trasferita a Seattle lasciando però intoccata la follia e la sregolatezza. Sono due anni che si lamenta di tutto quello che la circonda, che fa la vittima ad ogni occasione e si crea problemi e dolori per poi lamentarsi anche di questi. Folle ed insensata. Ancora più folle che una persona tanto folle sia primario. Tra tutto quello che Grey’s propone da sempre questa forse è la cosa più irreale.
Per quanto riguarda la tredicesima stagione io non vedo seriamente l’ora di vedere lo scazzo tra Meredith e la nuova ingenua sorellina Maggie. Tutta la faccenda con nathan potrei anche dire che l’ho sentita telefonare già all’inizio della stagione, quando Nathan e Meredith si sono incontrati in ascensore, però è anche vero che, dopo quel sospetto orribile mi ero anche dimenticata della faccenda. Anche perchè nel frattempo nelle nostre vite era entrato (ed uscito immediatamente) il dottore figaccione dell’ospedale lontano lontano, di cui è inutile volersi ricordare ancora per molto se non per domandarsi che cosa diavolo passi per la facoltà di medicina da quelle parti per cui ne escano tutti così. Ma questo è un altro discorso.
Ho seriamente avuto il sospetto che Nathan fosse entrato nelle nostre vite solo per mettere in scena quell’orribile sceneggiata con Owen, il quale se ne spunta, dopo quasi 10 anni che sta nelle nostre vite, con una sorella morta alle spalle e tutta quella morbosa vicenda che, in realtà, ci ha solo annoiato in massa. A pochi episodi dalla fine ritrova un suo senso anche la scena dell’ascensore di inizio stagione… con l’ulteriore complicazione che anche la svampitona Maggie ha messo gli occhi sul bonazzo di turno ed è convinta che quel fugace scambio di sguardi alla macchinetta del caffè abbia significato qualcosa. Quindi ridacchia come una giovine fanciulla timorata di dio (anche se sa solo lei quello che poco prima stava combinando con De Luca) ed arrossisce al solo pensiero del prossimo incontro con il proprio amato. Ma dove vivi, nell’ottocento?
Ah, dimenticavo che alla fine Amelia ha deciso di volersi sposare. L’ha deciso e lo vuole fare, ora. Quindi si sposerà ora. Punto. E si è sposata. Volere dello sposo non pervenuto.